📘 AIES Monografie – Vol. 2, Num. 2 - Delirium in pronto soccorso
- aies23servizio
- 26 mar
- Tempo di lettura: 2 min

Per decenni, il delirium in Pronto Soccorso (PS) è stato derubricato a inevitabile"rumore di fondo" dell’invecchiamento o a semplice corollario della patologia acuta. Tuttavia, le evidenze prodotte in questo volume impongono un cambio di paradigma radicale: il delirium non è un sintomo accessorio, ma una vera e propria acute brain dysfunction , un marcatore di insufficienza d’organo acuta che richiede la stessa tempestività d'inquadramento di una sepsi o di una sindrome coronarica. I dati epidemiologici presentati sono inequivocabili: con una prevalenza che sfiora il 15% dei pazienti in PS e picchi superiori al 20% nelle coorti geriatriche, ci troviamo di fronte a una sindrome ad alto impatto eppure drammaticamente sottodiagnosticata.
La criticità maggiore risiede nel delirium ipoattivo. Questa forma "silenziosa", spesso scambiata per apatia o progressione di demenza, rappresenta la quota più rilevante di diagnosi mancate, privando il paziente di un intervento eziologico precoce e condannandolo a esiti avversi peggiori. Il volume chiarisce che il delirium in PS è un potente predittore di outcome infausti. Non solo si associa a degenze prolungate e complicanze iatrogene , ma triplica il rischio di mortalità a 30 giorni nei pazienti dimessi. Inoltre, l’episodio acuto funge da acceleratore del declino cognitivo a lungo termine, suggerendo una neurotossicità intrinseca del delirium che trascende la patologia precipitante. La proposta operativa di questo volume si fonda sulla sistematizzazione dello screening attraverso strumenti rapidi e validati come il 4AT e il RASS. L’approccio deve essere rigorosamente eziologico: la ricerca dei trigger — infezioni, ipossia, dolore, squilibri metabolici o tossicità farmacologica — deve precedere qualsiasi tentativo di sedazione sintomatica. La gestione farmacologica, infatti, viene qui correttamente ridimensionata: gli antipsicotici non costituiscono la "cura" del delirium e il loro impiego deve essere limitato esclusivamente al controllo del distress severo e del rischio immediato, preferendo sempre strategie di de-escalation e interventi multicomponenti non farmacologici. La sfida finale non è solo clinica, ma organizzativa. Come evidenziato negli affinamenti di workflow, la gestione del delirium richiede una governance integrata che includa digitalizzazione (inserimento dello screening negli EHR per ridurre il bias dell'operatore), gestione del Boarding (riconoscimento del tempo di permanenza in PS come fattore di rischio indipendente per il delirium incidente) e Handover protetto (comunicazione formale della diagnosi al territorio (MMG), garantendo che il delirium in PS diventi il punto di partenza per una presa in carico geriatrica globale).
In conclusione, questo volume non si limita a descrivere una sindrome, ma traccia una rotta
per elevare lo standard di cura in area critica. Identificare e trattare il delirium in Pronto Soccorso significa, in ultima analisi, proteggere la riserva cognitiva dei nostri pazienti migliorare l'efficienza dell'intero sistema
sanitario.
Nicola Bortoli
Direttore Comitato Scientifico AIES – Accademia Italiana Emergenza Sanitaria
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