top of page

AIES CLINICAL LAB – EPISODIO 3. Quota 0 – Quota 3000: il giorno in cui il cielo non bastò a respirare

Operatore: Dr. Marco R., 39 anni, medico HEMS.

Turno: 12 ore diurno

Condizioni meteo: variabili, vento in aumento nel pomeriggio

Equipaggio: pilota, copilota, tecnico verricellista, infermiere, medico, TE Soccorso Alpino


Background

Marco apre gli occhi prima che la sveglia possa suonare, come quasi ogni mattina. Non è insonnia: è il ritmo naturale di chi vive tra turni, reperibilità e un equilibrio familiare che si regge su incastri millimetrici. La casa è ancora immersa in quel silenzio fragile che precede il caos dolce di tre bambine.

In cucina trova Elena, già in piedi. Ha i capelli raccolti in modo approssimativo e la tazza di caffè tra le mani. È un’infermiera dell'Emergenza Territoriale, una di quelle che hanno visto abbastanza da capire quando una giornata “pesa” ancora prima che inizi. Ha un background importante: anni di servizio in automedica, interventi complessi, notti infinite, decisioni prese in strada con la pioggia che batte sul parabrezza e il lampeggiante che colora tutto di blu.

Marco la guarda e pensa che nessuno, più di lei, possa davvero capire il suo lavoro. Non solo la tecnica, ma il peso emotivo, la responsabilità, il ritorno a casa con addosso qualcosa che non sempre si riesce a raccontare.

Le bambine arrivano come un’esplosione di vita: la grande si lamenta perché vuole la colazione con le due fette di pane e il prosciutto, “quello buono”; la mezzana che reclama i cereali “quelli croccanti, non gli altri”; la piccola che trascina una coperta come fosse un mantello da supereroe.

Marco si muove tra di loro con una naturalezza che ricorda la gestione di una maxiemergenza: priorità, risorse, tempo. È un altro tipo di emergenza, più tenera ma non meno impegnativa.

Elena lo osserva mentre prepara la colazione. Ha quello sguardo che solo chi lavora nell’emergenza conosce: una miscela di attenzione, affetto e lettura silenziosa dei segnali.

“Oggi danno vento forte in quota,” dice, senza alzare troppo la voce.

Non è un commento meteorologico: è un messaggio in codice tra professionisti.

Marco annuisce. Sa che lei sa. Sa che lei ha vissuto giornate in cui il vento, il terreno, la dinamica o il paziente sembravano remare contro. Sa che lei conosce quella tensione sottile che si infila sotto la pelle prima di un turno.

Si scambiano un bacio breve, pratico, ma pieno di significato. Non è romanticismo: è complicità operativa, è cura reciproca.

Prima di uscire, Marco si ferma sulla porta. Guarda la sua famiglia: il caos, le risate, la normalità. È il suo ancoraggio, il suo punto di ritorno, la parte della vita che gli ricorda perché fa quello che fa.

Poi chiude la porta e si avvia verso la base. Il cielo lo aspetta, come sempre. Ma oggi, senza saperlo, gli chiederà più del solito.


Si inizia a volare…

          Vuoi saperne di più?

          Iscriviti a aies-accademia.it per continuare a leggere questi post esclusivi.

          bottom of page