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AIES CLINICAL LAB - EPISODIO 12: A Storm in the Clear Sky -Il primo intervento e la trappola della sepsi

15 ore fa
Tempo di lettura: 1 min

Una donna di 52 anni. Una chiamata in codice rosso per grave agitazione psicomotoria, ipertermia e dispnea. Poche informazioni dalla Centrale Operativa e un quadro che, già prima dell’arrivo sul target, lascia intuire una possibile compromissione neurologica e respiratoria.

Al domicilio la scena sembra rapidamente prendere forma: la paziente è a letto, semi-seduta, confusa, fortemente agitata e profusamente sudata. Respira rapidamente, la cute è calda e arrossata, le mani tremano. Il familiare racconta di tre giorni di febbre, astenia e diarrea, seguiti da un improvviso deterioramento nelle ultime ore. Temperatura 40,1 °C, frequenza cardiaca 152 bpm, frequenza respiratoria 32/min e GCS 13/15. Tutti gli elementi sembrano convergere verso un quadro infettivo grave.

Ma in emergenza ciò che appare coerente non è necessariamente ciò che è corretto.

Quando febbre, alterazione dello stato mentale e instabilità cardiorespiratoria sembrano raccontare una storia già conosciuta, il rischio più grande è smettere di cercare. È proprio in quel momento che la rivalutazione, l’anamnesi e la capacità di riconoscere ciò che non torna diventano parte integrante del trattamento.

A Storm in the Clear Sky inizia da qui: da un quadro apparentemente lineare, da una prima ipotesi plausibile e da una domanda che accompagnerà l’intero caso.

È davvero una sepsi?

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